Categoria: Superbonus

Vi spieghiamo come funzionano le detrazioni cedibili

Volete fare un lifting green al vostro vecchio immobile senza alleggerire il vostro portafoglio?
Nel nostro approfondimento vi sveliamo come risparmiare soldi ed energia migliorando la vostra qualità di vita.

Abbiamo già parlato di come il Decreto Rilancio abbia trasformato l’efficientamento energetico in un’occasione imperdibile ed irripetibile, grazie allo sbloccamento di specifici benefici fiscali.
Se volete conoscere nel dettaglio di cosa si tratta, vi consigliamo di leggere il nostro articolo.

Entrando nel vivo della materia, ci interessa oggi conoscere quali detrazioni si possono cedere.
Se, dal primo gennaio 2020 al 31 dicembre 2021, avete sostenuto o sosterrete spese per interventi:
– di ristrutturazione edilizia detraibili in 10 anni,
– di riqualificazione energetica che danno diritto all’ecobonus o al sismabonus da dividere in 10 anni,
– di recupero o restauro delle facciate degli edifici (bonus facciate) da dividere in 10 anni,
– di installazione di impianti fotovoltaici,
– di installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici,
– che danno diritto al Superbonus del 110%. In questo caso puoi cedere le spese sostenute dal primo luglio 2020 e fino al 2022, cioè nel periodo di validità di questa agevolazione,
potrete cedere la vostra detrazione:
– direttamente ai fornitori dei beni o servizi necessari alla realizzazione dell’intervento,
– a terzi ossia a soggetti privati come altri condomini, società, enti o professionisti,
– a istituti di credito o intermediari finanziari.

Ricapitolando: potrete cedere al fornitore il credito che vantate nei confronti dello Stato e che potreste rivendicare in sede di detrazione fiscale; in questo caso il fornitore – laddove scegliesse di non utilizzare la detrazione ottenuta sotto forma di credito d’imposta – potrebbe cedere il suo credito a intermediari finanziari o istituti di credito.

In alternativa, potete scegliere di “trasformare” la detrazione in credito d’imposta e cederlo direttamente ad altri soggetti, che potranno utilizzarlo in compensazione delle imposte dovute con lo stesso numero di rate che prevede la detrazione originaria oppure cederlo a loro volta.

Le particolarità di questo meccanismo di cessione sono:
– per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021, è possibile cedere anche solo il credito sorto rispetto ad alcune rate residue; chiariamo con un esempio: potete scegliere di inserire in dichiarazione le prime due rate di una spesa sostenuta nel 2020 e cedere il credito corrispondente alle altre tre.
– per i crediti d’imposta sorti in maniera condivisa tra più persone, ognuna può scegliere in totale autonomia sull’utilizzo della propria porzione di credito; ad esempio, nel caso di interventi condominiali, la cessione del credito può essere opzionata non necessariamente dal condominio, ma da ogni condomino che decide per la propria porzione.

Fate attenzione però!
Se non riuscite ad utilizzare il credito di imposta nell’anno in cui l’avete maturato, non lo potete recuperare chiedendolo a rimborso o inserendolo nelle successive dichiarazioni dei redditi.

Adesso vi starete chiedendo, come è possibile cedere la detrazione!
La procedura prevede che il beneficiario del credito debba comunicare la cessione direttamente in via telematica tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate; per i meno esperti è possibile rivolgersi ad un CAF o a professionisti abilitati come commercialisti o consulenti del lavoro.
Entro il quinto giorno del mese successivo a quello in cui la comunicazione è stata presentata, è ancora possibile annullarla o inviarne una sostitutiva.
In ogni caso, la comunicazione deve esser fatta entro il 16 Marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione ceduta.

Perché ci impegniamo a garantire una rete di operatori estremamente qualificati?
Capita spesso purtroppo che molti attori del mercato pur di accontentare il cliente, facciano carte false con non pochi rischi a carico di entrambi!
Sì! Dopo un controllo dell’Agenzia delle Entrate o delle ENEA viene accertata la non spettanza, anche parziale, della detrazione, si va in contro ad un procedimento sfiancante per tutti coloro che hanno aderito all’operazione.
Alla fine della giostra, chi avrà ottenuto il credito d’imposta in buona fede non perderà il diritto di utilizzarlo, mentre l’importo dovuto graverà su chi avrà agito in mala fede e sarà maggiorato di interessi e sanzione.

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Mother with her little son by solar panels

La stagione dell’efficientamento energetico entra nel vivo!

Vogliamo raccontarvi perché lo sconto in fattura e la cessione del credito a banche e intermediari finanziari rappresentano una rivoluzione nel panorama degli investimenti energetici.

Si tratta di strumenti di detrazione fiscale che permettono di liberare il contribuente dal pagamento diretto del prezzo dell’intervento di riqualificazione degli immobili.

Finora, il cliente che era in possesso dei requisiti di accesso all’Ecobonus 110%, 65%, 50%, al Sismabonus, al Superbonus o al Bonus Ristrutturazione, doveva pagare l’impiantista per poi ottenere una restituzione dell’importo corrisposto mediante tramite un meccanismo decennale di ricalcolo della detrazione fiscale.

Per esempio: se il sig. Melis sceglieva di costruire un impianto fotovoltaico sul tetto della propria villetta per un valore di 10.000€ sfruttando l’Ecobonus 50%, l’Agenzia delle Entrate procedeva alla restituzione del 50% di quanto speso in 10 anni (ossia 5.000€), tramite delle detrazioni sulle tasse IRPEF versate allo Stato (500€ all’anno).

In questo caso, il limite era quello di dover liquidare all’impresa la cifra pattuita entro la fine dei lavori, per vedersi restituire in seguito i soldi, nella forma di un minor prelievo di tasse.

Il motivo per cui questi strumenti sono stati introdotti è stato quello di alleggerire il contribuente dal pagamento immediato della cifra pattuita per i lavori: in che modo?

Riprendiamo l’esempio precedente per spiegare come funzionano lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Il sig. Melis oggi può scegliere:
– nel caso dello sconto in fattura, spenderebbe di tasca sua solo 5.000 € mentre il restante 50% dei 10.000 € lo anticiperebbe l’impresa che a sua volta lo recupererebbe pagando meno tasse in futuro.
– nel caso di cessione del credito, invece di chiedere lo sconto direttamente dall’impresa, il sig. Melis potrebbe pagare l’impresa e presentare le fatture ad un istituto finanziario per cedergli il credito.

La potenza di questi strumenti è rappresentata dalla possibilità di cedere illimitatamente il credito agli intermediari finanziari.
Siccome sappiamo che le banche non sono istituti di beneficienza , c’è da chiedersi cosa ci guadagnano!
La risposta è semplice ed è nascosta nel meccanismo di funzionamento della detrazione.
Se il sig. Melis accede al bonus del 110%, le banche gli anticipano il 100% che recuperano nei seguenti 5 anni, guadagnando altresì anche quel 10% di cui il sig. Melis non approfitta, perché preferisce non spendere i soldi di tasca sua.

Ma fino a quando è possibile sfruttare questa imperdibile occasione?
Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono validi per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 e interessano tutti i bonus dell’Agenzia delle Entrate, fatta eccezione per il bonus mobili e il bonus verde.
Per quanto riguarda il Superbonus 110%, addirittura si parla di tutto il 2022.

Quali sono i principali vantaggi offerti da questi strumenti di detrazione fiscale?
– Puoi realizzare alcuni interventi pagando poco o addirittura non pagando nulla (“gratis”).
– Puoi sfruttare lo sconto in fattura anche se sei senza soldi (“incapiente”).
– Puoi scegliere come modulare lo sconto concordando un ad un trattamento “parziale” per alleggerirti solo di una part, per farti restituire l’altra sotto forma di detrazione.

Quali sono i termini per beneficiare di questi strumenti?
Lo sconto in fattura è applicabile per le spese sostenute già da luglio 2020 e per quelle che verranno effettuate fino a 30 giugno 2022.
Per i privati si deve far riferimento al criterio di cassa: non conta quando siano iniziati i lavori, ma è importante la data del pagamento della prestazione.
Per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali, si dovrà fare riferimento, invece, al criterio di competenza come chiarito dalla circolare dell’Agenzia Entrate nr. 2/E/2020), quindi farà fede la data di fine lavori, indipendentemente dall’avvio e dalla data dei pagamenti.

A noi questi strumenti ci piacciano e ve li rendiamo accessibili in modo semplice!

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businesswoman holding light bulb with turbine on coins and solar

Riqualificazione energetica sostenibile, anche per le tue tasche!

Il bonus è un premio di natura economica associato a condotte virtuose.

Il nostro Legislatore ha scelto di ricompensare i contribuenti più sensibili alle tematiche di sostenibilità ambientale.

Come? Attraverso una serie di agevolazioni fiscali destinate a coloro che scelgono di eseguire interventi di efficientamento energetico.

Lo strumento con cui i governi modellano i regimi di detrazioni fiscale è la Legge (soprattutto quella c.d. “di Bilancio”) ed è proprio grazie ai numerosi interventi legislativi che si sono susseguiti dal 2012 ad oggi, che sono state introdotte parecchie novità anche nel panorama energetico.
Stiamo parlando di:

  • ECOBONUS E SISMABONUS (D.L. 63/2013 – art. 14 e 16);
  • SUPER BONUS 110% (D.L.34/2020 convertito nella L. 77/2020).

Scopriamo assieme cos’è l’Ecobonus.
L’Ecobonus è la detrazione fiscale che spetta ai contribuenti che scelgono di realizzare interventi di riqualificazione di edifici esistenti, volti ad aumentare il livello di efficienza energetica degli stessi mediante l’impiego di tecnologie innovative, purché l’incremento del livello sia di almeno due classi energetiche o consenta all’impianto di raggiungere la classe più alta.

L’Ecobonus ha avuto un ruolo fondamentale nel motivare gli italiani a realizzare opere di efficientamento energetico improntato alla ecosostenibilità.

Infatti, la finestra di fruibilità di tale strumento di detrazione fiscale è stata prorogata più volte ed è attualmente aperta.

A quanto ammonta la detrazione di cui i contribuenti possono fruire?
Le detrazioni previste dall’ordinamento variano a seconda della tipologia di intervento e della presenza dei requisiti indicati dalla legge, motivo per cui avremo benefici del 50%, del 65%, del 70%, del 75%, dell’85% ed infine del 90%.

Possono beneficiare dell’Ecobonus non solo le persone fisiche direttamente coinvolte nella titolarità e nel possesso dell’immobile da riqualificare, ma anche soggetti giuridici quali condomini, società, associazioni, enti pubblici, ecc.

Il numero di interventi che rientrano in questo trattamento fiscale agevolato è davvero grande.
Se hai qualche curiosità ti consigliamo di visitare il sito: https://www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazioni-fiscali/ecobonus.html

Per poter accedere ad una valutazione preventiva della fattibilità dell’intervento, i contribuenti che desiderano ottenere tale beneficio, devono essere in possesso dei seguenti documenti: dati catastali, titolo che dimostri il tipo di rapporto con l’immobile (proprietà, possesso, detenzione ecc.), codice fiscale o partita IVA, generalità del richiedente.

Dal momento in cui viene effettuata la richiesta da parte del contribuente, a quello in cui prenderanno avvio i lavori , le tempistiche sono molto ristrette: si tratta di un tempo massimo di un mese (in cui la pratica viene istruita tra preventivo, accettazione, fatturazione, pagamento ed esecuzione).

Eh, ma quanto mi costa?
Se ti stai facendo questa domanda, non hai letto il nostro ultimo articolo sullo sconto in fattura.
Eccoti il link https://referenziamoci.it/sconto-in-fattura-efficientamento-energetico-che-fa-risparmiare/

Il contribuente può scegliere come modellare i costi dell’intervento: la strategia migliore è quella di cercare di rispettare i requisiti per beneficiare dello sconto in fattura offerto dal proprio installatore (che praticamente si fa carico di tutte le spese senza che il cliente venga onerato di alcun costo).

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Lo sconto in fattura: l’efficientamento energetico che ti ristruttura il portafoglio

Il 2020 ci ha insegnato l’importanza di vivere in un ambiente confortevole. Il 2021 ci permetterà di entrare in una nuova era di efficientamento energetico: finalmente anche gli immobili più inospitali saranno all’altezza di soddisfare ogni nostra esigenza.

Tutto ciò grazie allo sconto in fattura!

Per chi non lo conoscesse, si tratta di uno strumento che il Legislatore ha introdotto con l’art. 10 del D.L. nr. 34 del 2019 – Decreto Crescita – e che viene richiamato anche dall’art. 121, comma 1, del Decreto Rilancio in materia di Superbonus 110%.

Tale provvedimento, grazie alle modifiche all’art. 14 (che parla di Ecobonus) e all’art. 16 (in tema di Sismabonus) del D.L. nr. 63 del 2013, introduce una nuova tipologia di detrazione fiscale in materia di efficientamento energetico, che si va ad aggiungere a quella sull’IRPEF e che prende il nome di sconto in fattura.

Entrambe le agevolazioni fiscali comportano detrazioni che incidono sull’imposta lorda e vengono concesse quando si eseguono interventi antisismici o che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

La differenza, tuttavia, tra queste due tipologie di detrazione è notevole: mentre il rimborso fiscale sull’IRPEF grava sul contribuente perché si trova a doverlo spalmare in un arco temporale di 5 o 10 anni (così come previsto dall’Ecobonus e Superbonus), lo sconto in fattura consente di applicare al consumatore uno sconto diretto sulla fattura che andrà ad emettere il fornitore, pari all’importo totale o ad una percentuale dell’intervento di efficientamento energetico da lui realizzato!

In pratica, l’azienda che realizza l’intervento di efficientamento energetico si fa carico di anticipare al cliente, in una volta sola, la somma detraibile dalle imposte.

Il Legislatore ha creato uno strumento di detrazione fiscale che produce benefici immediati per il consumatore, il quale potrà scegliere di usufruire di uno sconto pari all’importo totale o ad una percentuale dell’intervento realizzato, direttamente sulla fattura emessa dal fornitore, dando a quest’ultimo la possibilità di recuperare dalle casse dello Stato, in compensazione, l’importo del credito.

Lo sconto viene applicato sull’importo complessivo dell’imponibile, più IVA.

Il meccanismo di funzionamento di questo importante strumento fiscale è semplice: il contributo dovuto dal cliente – pari all’importo totale od ad una percentuale del costo dell’intervento di efficientamento energetico – viene anticipato dal fornitore, il quale da un lato applica uno sconto sulla fattura rilasciata al cliente, mentre dall’altro trasforma tale importo in un credito d’imposta recuperabile direttamente dalle casse dello Stato, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Possono avvalersi dello sconto in fattura i seguenti contribuenti:

  • soggetti passivi IRPEF;
  • soggetti passivi IRES;
  • soggetti appartenti alla “no tax area” (si tratta di soggetti incapienti, non tenuti al versamento IPERF o per espressa previsione o perché l’imposta lorda è assorbita dalle detrazioni di cui art.13 del TUIR);
  • soggetti che sono in grado di dimostrare di aver fatto gli interventi a spesa proprie;
  • i titolari di un diritto reale sull’immobile;
  • i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali e per le singole unità abitative del condominio, gli inquilini, coloro che hanno l’immobile in comodato;
  • il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile,
  • il convivente more uxorio;
  • società di persone, società di capitali;
  • associazioni tra liberi professionisti;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciali;
  • istituti autonomi per le case popolari (IACP) avendo requisiti previsti dalla normativa Europea in materia di “house providing” (la detrazione spetta per interventi resi su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica);
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per immobili da esse posseduti e assegnati in godimento dei propri soci.

I tipi di intervento per l’efficientamento energetico degli immobili che consentono di accedere allo sconto in fattura sono diversi; bisogna innanzitutto distinguere tra: Ecobonus e Superbonus.

L’Ecobonus prevede:

  • serramenti e infissi, schermature solari, caldaie a biomassa, caldaie a condensazione classe a, aliquota di detrazione del 50%;
  • riqualificazione globale dell’edificio, caldaie condensazione classe a+ sistema termoregolazione evoluto, generatori di aria calda a condensazione, pompe di calore, scaldacqua a pdc, coibentazione involucro, collettori solari, generatori ibridi, sistemi di building automation, microcogeneratori, aliquota di detrazione del 65%;
  • interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata > 25% superficie disperdente), aliquota di detrazione del 70%;
  • interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata > 25% superficie disperdente + qualita’ media dell’involucro), aliquota di detrazione del 75%;
  • interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata > 25% superficie disperdente + riduzione 1 classe rischio sismico), aliquota di detrazione del 80%;
  • interventi su parti comuni dei condomini, (coibentazione involucro con superficie interessata > 25% superficie disperdente + riduzione 2 o più classi rischio sismico), aliquota di detrazione del 85%;
  • bonus facciate (interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino l’intonaco per oltre il 10% della superficie disperdente complessiva totale dell’edificio).

Per una più dettagliata analisi degli interventi si rimanda al sito www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazioni-fiscali/ecobonus.

Il Superbonus 110%, si intende applicabile a:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache inclinate, verticali e orizzontali;
  • interventi condominiali per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento (nel caso si installino pompe di calore reversibili) e alla produzione di acqua calda sanitaria (la detrazione spetta anche per le spese di smaltimento o bonifica dell’impianto sostituito o delle porzioni di esso);
  • interventi sugli edifici unifamiliari (o dell’unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano indipendenti e dispongano di accesso autonomo all’esterno) per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, raffreddamento ola fornitura di acqua calda sanitaria, con l’aggiunta per le aree non metanizzate, dell’installazione di caldaie a biomassa con prestazioni emissive almeno pari alla classe di qualità 5 stelle (la detrazione spetta anche per le spese di smaltimento o bonifica dell’impianto sostituito).

Come puoi accedere allo sconto in fattura?

Noi di Referenziamoci Group aiutiamo il consumatore a realizzare il più congruo piando di efficientamento energetico mettendo a sua disposizione una rete di professionisti esperti e certificati.

Al primo contatto, i nostri consulenti energetici si confrontano col cliente per eliminare ogni suo dubbio e per verificare la pre-fattibilità del tipo di intervento.

Raccolta la documentazione necessaria a sviluppare la pratica e certificata la fattibilità dell’intervento, si procede allo sviluppio del progetto incaricando un’impresa esperta nel settore di realizzarlo secondo gli accordi intervenuti col cliente.

Ultimati i lavori, il nostro tecnico procederà ad asseverare il raggiungimento degli standard di efficientamento energetico, di modo che il credito d’imposta acquisito dall’impresa possa essere liquidato dall’azienda finanziatrice.

Il nostro servizio chiavi in mano, nasce per superare le obiezioni di molti clienti scottati da esperienze negative, i quali vengono resi partecipi di ogni fase dell’operazione ed ai quali non viene richiesto alcun anticipo per la realizzazione dei lavori.

Lo sconto in fattura non è mai stato così chiaro ed accessibile!

Approfittane, contattaci.

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Come ottenere il Superbonus 110?

Nei precedenti articoli, abbiamo detto che il Superbonus consiste in una detrazione dall’imposta fino al 110% (a seconda degli interventi eseguiti) del costo dei lavori sostenuti per il miglioramento della classe energetica della propria abitazione. Questa detrazione (che avviene in 5 anni) non è immediata né automatica, infatti è necessaria la produzione di diversi documenti, per i quali è possibile affidarsi a professionisti.

La detrazione del Superbonus 110% potrà avvenire principalmente in tre diversi modi:

  1. contributo, sotto forma di sconto in fattura sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati”;
  2. cessione di un credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante, ad altri soggetti”, come ad esempio:
    • i fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione dell’intervento;
    • persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, società e enti;
    • istituti di credito e intermediari finanziari – in questo caso, specie da parte delle banche, è attualmente attiva una duplice offerta: da un lato, c’è la “sola” cessione del credito d’imposta, dall’altro lato invece la cessione (parziale) del credito d’imposta è affiancato da un prestito vero e proprio. Attenzione: la cessione del credito prevede un ulteriore pagamento alla banca o all’istituto di credito; insomma, loro ti restituiscono l’incentivo subito anziché in 5 anni, ma una parte è trattenuta. Questa possibilità è utile se si prevedono altre spese in futuro ed è preferibile recuperare il prima possibile il denaro investito, oppure se si percepiscono esclusivamente redditi a tassazione separata, come la cedolare secca, e non si ha quindi la possibilità di recuperare le detrazioni dall’Irpef.
  3. Compensazione tramite il modello F24 – i crediti di imposta che per qualche motivo non possono essere ulteriormente ceduti possono essere utilizzati in compensazione tramite il modello F24.

consulenza superbonus 110

Vediamo più in dettaglio l’elenco dei documenti che servono per richiedere il Superbonus: si tratta di quasi 40 documenti, le cui spese sono anch’esse incluse nel bonus, quindi niente panico! Come già detto, molte figure professionali possono e devono legalmente aiutarvi nella produzione dei documenti. Vi riportiamo, ora, i principali da presentare in diverse fasi.

inizio lavori servono:

  • autodichiarazione del cliente che attesti di eventuali precedenti bonus casa usufruiti negli ultimi 10 anni;
  • visura catastale;
  • Ape stato iniziale;
  • analisi preventiva e fattibilità;
  • relazione tecnica rif. L. 10/1991;
  • dichiarazione di conformità edilizia e urbanistica;
  • preventivi e/o computi metrici;
  • certificazioni serramenti nuovi;
  • schede tecniche materiali acquistati e dichiarazione di corretta posa in opera.

Quando il SAL (lo stato di avanzamento dei lavori) sarà arrivato almeno al 30%, sarà il turno di:

  • comunicazione inizio lavori;
  • preventivi e/o computi metrici;
  • fatture SAL e computi metrici quantità realizzate;
  • asseverazione modulo allegato 2 comma 13 dell’articolo;
  • scheda descrittiva dell’intervento;
  • ricevuta informatica con il codice identificativo della domanda.

fine lavori, bisognerà avere:

  • dichiarazione di fine lavori;
  • Ape stato finale;
  • fatture e computi metrici quantità realizzate;
  • asseverazione modulo allegato 1 comma 13 articolo 119 Dl 34/20;
  • SCA – segnalazione certificata di agibilità;
  • ricevuta informatica con il codice identificativo della domanda.

Quindi, la maggior parte della documentazione richiesta per avere accesso al Superbonus è costituita da documenti di progetto e di cantiere, che di conseguenza sono a carico del progettista o del direttore dei lavori.

Ovviamente, il lavoro documentale e operativo non sarà di facile attuazione, ma ciò consentirà di destinare l’agevolazione agli effettivi aventi diritto e di operare nel pieno rispetto della normativa stessa. Proprio per questo è fondamentale non lanciarsi nel fai da te, ma affidarsi ad un team composto da professionisti qualificati, che sia in grado di farsi carico in maniera celere ed oculata di tutta l’operatività necessaria.

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A chi spetta la detrazione del Superbonus 110%?

Abbiamo visto negli articoli precedenti i vantaggi economici ed ecologici conseguenti alla sottoscrizione del Superbonus 110%, per poi esaminare approfonditamente di cosa si tratta esattamente dal punto di vista tecnico. Ora è il momento di capire quali sono i soggetti a cui si rivolge il Superbonus 110%; insomma, chi lo può richiedere.

Anzitutto occorre precisare che non è necessario essere i proprietari diretti dell’edificio oggetto dell’intervento: infatti hanno titolo legittimo a beneficiare dell’agevolazione fiscale anche i soggetti che sono titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso e abitazione), i nudi proprietari, i detentori con contratto di locazione o comodato regolarmente registrato, purché muniti del consenso all’esecuzione dei lavori da parte sia del proprietario che dei familiari del possessore o detentore.

Potranno pertanto usufruire del Superbonus:

  • i condomini;
  • le persone fisiche al di fuori dell’attività imprenditoriale o professionale, senza limiti riguardanti la tipologia dell’immobile;
  • istituti autonomi per le case popolari (IACP);
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS);
  • le organizzazioni di volontariato;
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente però ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Per quanto riguarda professionisti e imprese: qualora in un condominio siano presenti unità immobiliari appartenenti ad una delle seguenti categorie catastali:

  • A/10, ovvero uffici e studi privati;
  • C/, ovvero negozi e botteghe;
  • D/10, ovvero fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole.

detrazione superbonus

Tutti i soggetti  sopra elencati sono considerati a tutti gli effetti beneficiari idonei, e potranno pertanto usufruire dell’agevolazione del 110%.

I requisiti dei lavori ammissibili sono stati analizzati nel precedente articolo; vediamo adesso fisicamente quali parti di quali edifici possono essere oggetto dei lavori stessi.

  • parti comuni di edifici (ad esempio, la facciata di un condominio);
  • unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno (c.d. villette a schiera);
  • singole unità immobiliari;
  • edifici con codice catastale A/9, ovvero castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, a condizione che siano aperti al pubblico.

Infine, ci sono 2 importanti punti che vale la pena evidenziare; il primo (e più importante, oltre che auspicato) è che non sussiste più la distinzione tra prima e seconda casa, che invece era rinvenibile nell’ambito del testo originario del decreto legge. Pertanto, anche le seconde case possono eseguire i lavori rientranti nel Superbonus, ovviamente rispettando le stesse clausole. Sono invece espressamente esclusi dal beneficio gli interventi eseguiti su unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1 (ovvero le abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (fatto escluso laddove sia presente la condizione di apertura al pubblico).

Nel prossimo articolo vedremo come si può richiedere la detrazione, se direttamente in prima persona o cedendo il credito. A presto!

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World Habitat Day,close up picture of a pile of coins and a mode

Cos’è esattamente il Superbonus e come si può usufruirne?

Il Superbonus è un maxi-sconto, previsto dal Decreto Rilancio, sui lavori di ristrutturazione (eseguiti dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021) che modificano i propri consumi e rendono la casa più ecologica e più sicura. Si parla, ad esempio, di interventi antisismici o il rifacimento del tetto (il cui intervento principale è il “cappotto termico”). Il Superbonus avviene sotto forma di detrazione fiscale, ovvero di riduzione delle imposte, che non viene detratto in un’unica soluzione ma spalmato sulle imposte di 5 anni, e in particolare sulla cifra dei lavori per l’efficientamento energetico che devono essere accaduti eseguiti dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Effettuare queste tipologie di interventi nella propria abitazione, come lavori di miglioramento dell’impianto termico, di climatizzazione e di isolamento, permette di beneficiare sia a livello ecologico, per il nostro pianeta, che economico sul lungo termine!

Quindi, la lista degli interventi che danno diritto alla detrazione con aliquota (ovvero la percentuale del reddito, del patrimonio o del valore imponibile, in base alla quale si determina l’imposta dovuta) al 110% è suddivisa tra “trainanti”, che costituiscono la condizione necessaria per poter effettuare, in aggiunta, un’altra serie di lavori elettivi, i cosiddetti interventi “trainati”.

Si tratta di interventi in ogni caso energeticamente molto interessanti, quali ad esempio:

  • l’installazione di pannelli solari e di sistemi di accumulo integrati;
  • l’installazione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche;
  • la sostituzione degli infissi esterni.

Attenzione però: non è sufficiente effettuare questi interventi per avere diritto al maxi-sconto!

Ci sono 2 presupposti fondamentali per poter accedere al Superbonus 110%:

  • i lavori devono necessariamente portare l’edificio ad ottenere un miglioramento di almeno2 classi energetiche, ad esempio da classe B a classe A2 o superiore, o da classe F a classe D o superiore. Nel caso questo non fosse possibile, ad esempio perché la classe energetica è già molto alta e non esistono materialmente 2 classi superiori (unico caso: edificio in classe A3 che può migliorare solo fino ad A4, che è la classe più alta e rappresenta un “edificio a energia quasi zero”), in quel caso specifico è sufficiente il raggiungimento della classe energetica più alta. Questo miglioramento dovrà essere espressamente dimostrata mediante l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) rilasciato da un tecnico in due fasi, pre e post intervento, in cui sia evidente il passaggio di due classi rispetto all’APE redatto prima dell’intervento;
  • per quanto concerne gli interventi di isolamento termico delle superfici è previsto per i materiali isolanti utilizzati il rispetto dei criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’11 ottobre 2017, di cui riportiamo qualche esempio a titolo esemplificativo:
  • non devono essere prodotti utilizzando ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibizioni previste da normative nazionali o comunitarie;
  • non devono essere prodotti con agenti espandenti con un potenziale di riduzione dell’ozono superiore a zero;
  • non devono essere prodotti o formulati utilizzando catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel corso della formazione della schiuma di plastica;
  • se prodotti da una resina di polistirene espandibile gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6% del peso del prodotto finito

Tutto questo dal punto di vista tecnico dei lavori; ma in concreto, come avviene la detrazione, e a chi spetta?

La risposta a questa domanda nel prossimo post!

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SuperBonus 110%: risparmio economico ed ecologico

Di cosa si compone il Superbonus 110% ormai è materia conosciuta: in poche parole si potrà detrarre dalle tasse (in 5 anni) il 110% del costo sostenuto per migliorare la classe energetica della propria abitazione, rendendola in questo modo più efficiente, sicura e moderna. Quindi si andrà a detrarre tutta la cifra spesa più un ulteriore 10%, e qualora si optasse per trasformare la detrazione fiscale in credito d’imposta cedibile a terzi (ad esempio ad una banca, la quale si occuperà dei pagamenti) non sarà necessario nemmeno l’investimento iniziale.

È sicuramente un incentivo importante, che renderà possibile molti lavori sulle abitazioni spesso trascurati o sui quali non è stato possibile trovare un compromesso tra le parti – pensiamo ad esempio un cappotto per un condominio. Chiaramente, ci sono condizioni a cui bisogna sottostare e nel caso in cui si decida di agire in prima persona la presentazione dei documenti può risultare lunga e complessa, nessuna paura! Il commercialista o il CAF sono pronti ad aiutarvi. Ne parleremo anche nei prossimi post!

L’aspetto economico è sicuramente il principale incentivo per chi dovesse decidere di usufruire del bonus – soprattutto in questo periodo di incertezze e ristrettezze economiche dovute al Covid-19. Eppure, un altro aspetto non trascurabile degli interventi permessi dal bonus, è quello ecologico.

Infatti, ormai, sappiamo di dover operare con coscienza ecologica nelle nostre scelte quotidiane. Dalla raccolta differenziata all’utilizzo di lampadine led, optare per l’opzione più ecologica in alcuni casi è obbligatorio, in altri, una scelta convinta e soddisfacente, avendo la certezza di fare qualcosa di buono per l’ambiente, per noi, i nostri figli e le generazioni future. Se è vero che una sola scelta green è come una goccia nel mare, è altrettanto vero che il mare è fatto di gocce, pertanto più persone opteranno verso una svolta green, più benefici ne otterremo tutti nel lungo termine.

Il Superbonus permette proprio questo: l’opportunità ad una fetta sempre maggiore della nostra popolazione di poter optare per interventi di edilizia massiva obbligando la sottoscrizione di determinati parametri ecologici. Come spiegato nel precedente articolo, primo tra tutti il miglioramento della classe energetica dell’edificio di due classi superiori, che permette efficienza ecologica dell’edificio, con il conseguente risparmio in termini economici ed energetici.

Secondo recenti studi, in Europa, circa il 40% dell’energia totale viene utilizzata ad uso residenziale e nel settore terziario. Per abbassare quindi i livelli di emissioni di CO2, l’unico modo plausibile (o più alla portata di mano) è appunto quello di apportare un miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Ormai per aziende e privati optare verso scelte green, sta diventando sempre più fondamentale e quasi una scelta automatica. Non solo per un risvolto economico nel lungo termine, ma anche per far del bene al nostro pianeta.

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