Vi spieghiamo come funzionano le detrazioni cedibili

Volete fare un lifting green al vostro vecchio immobile senza alleggerire il vostro portafoglio?
Nel nostro approfondimento vi sveliamo come risparmiare soldi ed energia migliorando la vostra qualità di vita.

Abbiamo già parlato di come il Decreto Rilancio abbia trasformato l’efficientamento energetico in un’occasione imperdibile ed irripetibile, grazie allo sbloccamento di specifici benefici fiscali.
Se volete conoscere nel dettaglio di cosa si tratta, vi consigliamo di leggere il nostro articolo.

Entrando nel vivo della materia, ci interessa oggi conoscere quali detrazioni si possono cedere.
Se, dal primo gennaio 2020 al 31 dicembre 2021, avete sostenuto o sosterrete spese per interventi:
– di ristrutturazione edilizia detraibili in 10 anni,
– di riqualificazione energetica che danno diritto all’ecobonus o al sismabonus da dividere in 10 anni,
– di recupero o restauro delle facciate degli edifici (bonus facciate) da dividere in 10 anni,
– di installazione di impianti fotovoltaici,
– di installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici,
– che danno diritto al Superbonus del 110%. In questo caso puoi cedere le spese sostenute dal primo luglio 2020 e fino al 2022, cioè nel periodo di validità di questa agevolazione,
potrete cedere la vostra detrazione:
– direttamente ai fornitori dei beni o servizi necessari alla realizzazione dell’intervento,
– a terzi ossia a soggetti privati come altri condomini, società, enti o professionisti,
– a istituti di credito o intermediari finanziari.

Ricapitolando: potrete cedere al fornitore il credito che vantate nei confronti dello Stato e che potreste rivendicare in sede di detrazione fiscale; in questo caso il fornitore – laddove scegliesse di non utilizzare la detrazione ottenuta sotto forma di credito d’imposta – potrebbe cedere il suo credito a intermediari finanziari o istituti di credito.

In alternativa, potete scegliere di “trasformare” la detrazione in credito d’imposta e cederlo direttamente ad altri soggetti, che potranno utilizzarlo in compensazione delle imposte dovute con lo stesso numero di rate che prevede la detrazione originaria oppure cederlo a loro volta.

Le particolarità di questo meccanismo di cessione sono:
– per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021, è possibile cedere anche solo il credito sorto rispetto ad alcune rate residue; chiariamo con un esempio: potete scegliere di inserire in dichiarazione le prime due rate di una spesa sostenuta nel 2020 e cedere il credito corrispondente alle altre tre.
– per i crediti d’imposta sorti in maniera condivisa tra più persone, ognuna può scegliere in totale autonomia sull’utilizzo della propria porzione di credito; ad esempio, nel caso di interventi condominiali, la cessione del credito può essere opzionata non necessariamente dal condominio, ma da ogni condomino che decide per la propria porzione.

Fate attenzione però!
Se non riuscite ad utilizzare il credito di imposta nell’anno in cui l’avete maturato, non lo potete recuperare chiedendolo a rimborso o inserendolo nelle successive dichiarazioni dei redditi.

Adesso vi starete chiedendo, come è possibile cedere la detrazione!
La procedura prevede che il beneficiario del credito debba comunicare la cessione direttamente in via telematica tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate; per i meno esperti è possibile rivolgersi ad un CAF o a professionisti abilitati come commercialisti o consulenti del lavoro.
Entro il quinto giorno del mese successivo a quello in cui la comunicazione è stata presentata, è ancora possibile annullarla o inviarne una sostitutiva.
In ogni caso, la comunicazione deve esser fatta entro il 16 Marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione ceduta.

Perché ci impegniamo a garantire una rete di operatori estremamente qualificati?
Capita spesso purtroppo che molti attori del mercato pur di accontentare il cliente, facciano carte false con non pochi rischi a carico di entrambi!
Sì! Dopo un controllo dell’Agenzia delle Entrate o delle ENEA viene accertata la non spettanza, anche parziale, della detrazione, si va in contro ad un procedimento sfiancante per tutti coloro che hanno aderito all’operazione.
Alla fine della giostra, chi avrà ottenuto il credito d’imposta in buona fede non perderà il diritto di utilizzarlo, mentre l’importo dovuto graverà su chi avrà agito in mala fede e sarà maggiorato di interessi e sanzione.

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