Geolocalizzazione delle rinnovabili in Sardegna.

Nella particolare classifica delle regioni maggiormente coinvolte nella produzione di energia verde in Italia, la Sardegna occupa certamente una posizione di tutto rispetto.

È notizia di questi giorni che l’isola dei nuraghi rappresenterà la roccaforte della transizione energetica.

Ha vinto, infatti, la corsa all’innovazione divenendo destinataria di ben quattro progetti verdi, integrati nel programma Horizon 2020 e, quindi, finanziati dalla Comunità Europea.

Si tratta di circa 28 milioni di euro direttamente indirizzati alle località di Carloforte, Berchidda e Cagliari.

Volendo quantificare l’imponente dispiegamento di forze green sul territorio, che confermeranno le convinzioni di chi vorrà accedere allo sconto in fattura, i dati forniti da Terna che riguardano il nostro territorio sono promettenti.

Nel 2019 è stata registrata la presenza di almeno 38.000 impianti fotovoltaici: per i non addetti ai lavori questa brigata del sole, ha sviluppato una potenza massima erogabile di 907 MW. Chapeau!

Dati incoraggianti sono stati registrati anche dalla squadra eolica, con 595 impianti attivi per produrre una potenza massima di 1.105,34 MW, e dallo schieramento delle centrali idroelettriche, che con 18 impianti hanno raggiunto una potenza di 565,62 MW.

Sono questi i motivi per cui Terna ritiene che la Sardegna rappresenti una regione così strategica da rischiare di investire 1 Miliardo di euro nei prossimi cinque anni, con attività che coinvolgeranno oltre 300 imprese e 1.300 tra operai e tecnici nei cantieri e nelle lavorazioni in fabbrica.

In attesa di comprendere dai movimenti governativi se i recenti sgravi fiscali e le sovvenzioni statali saranno prorogati fino al 2023, in molti stanno presentando domanda per svecchiare i propri impianti energetici energetici.

Gli strumenti che permettono di dotarsi di questi impianti a condizioni redditizie, sono le detrazioni fiscali, che ad oggi arrivano fino al 110% e che, anche laddove previste in misura inferiore, grazie anche al risparmio in bolletta, permettono di ammortizzare totalmente l’investimento iniziale in pochi anni.

Si sente spesso parlare di tutte queste fonti di energia verde, ma non siamo sempre in grado di individuare in quali zone geografiche della Sardegna si trovano.

Cerchiamo di stilare delle piccole classifiche.
Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, il più grande si trova a Sassari: la struttura è così imponente da possedere una capacità produttiva di 51 GWh all’anno, che tradotto in soldoni implica una riduzione di 26 mila tonnellate di CO2.

Nel settore eolico on-shore (a terra), il primato spetta all’impianto che si trova nella splendida cornice delle campagne di Buddusò, un colosso con 138 MW di potenza installata, in grado di produrre da solo il 19% dell’eolico sardo.

Il contributo energetico del settore eolico è notevole!
Ogni turbina eroga una potenza nominale di 2300 kW (2,3 MW), mentre la potenza di cui necessita mediamente una casa è di circa 3kW: ciò significa che ogni turbina eolica è teoricamente capace di alimentare, da sola, più di 750 case.

Diverso è il discorso per ciò che concerne gli impianti idroelettrici.

Le potenzialità idroelettriche della Sardegna non vengono sfruttate a pieno; i motivi vanno ricercati sia nella sua particolare situazione idrologica, sia nel fatto che le principali attività idroelettriche vengono ostacolate dalle scarse precipitazioni.

In ogni caso, il primo gradino del podio delle centrali idroelettriche ad acqua fluente spetta alla diga sul fiume Cedrino in località Pedra ‘e Othoni (Dorgali): il fluido vitale che aziona le turbine compie un salto verticale di 43 metri producendo 12,7 GWh.

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