L’altalena delle Rinnovabili: si espandono ma non si riducono le emissioni.

La nuova elettricità: la IEA rivede le sue stime a rialzo per le rinnovabili.
C’è chi non riesce ancora a crederci, ma il 90% della nuova generazione di elettricità nel 2020 è stata sfornata da fonti rinnovabili.

Il trainer del mercato? Naturalmente è la Cina!
Ma seguono con pochissimo distacco anche Stati Uniti ed Europa.

L’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) nel suo report di aggiornamento “Renewable energy market update 2021” rilasciato l’11 maggio, rivede al rialzo il trend per le rinnovabili nel mondo nei prossimi anni.

La crescita di almeno due settori chiave delle rinnovabili – eolico e solare – viene prospettata con un + 25%: stime che tengono conto della capacità e della velocità di espansione rispetto a peridi antecedenti alla stessa pandemia.

Citiamo qualche dato: la capacità installata di elettricità rinnovabile nel 2020 (si parla di circa 280 gigawatt) è aumentata del 45% rispetto al 2019.

Questo balzo in avanti è “destinato a diventare una nuova normalità”, anche grazie ai progetti che consentiranno di installare 270 gigawatt nel 2021 e 280 gigawat nel 2022.

Il report chiarisce come le energie rinnovabili abbiano contribuito a produrre il 90% della nuova generazione di elettricità globale nel 2020: tale dato è destinato a protrarsi anche in ciascuno dei prossimi due anni.

L’ottimismo di Fatih Birol è contagioso: “una massiccia espansione dell’elettricità pulita è essenziale per dare al mondo la possibilità di raggiungere i suoi obiettivi di neutralità climatica”.

Tuttavia, proviene dalla stessa IEA un monito importante attraverso il suo nuovo rapporto speciale intitolato “Financing Clean Energy Transitions in Emerging and Developing Economies”.

Nel documento si afferma che bisogna aumentare gli investimenti annuali in energie pulite nelle nazioni in via di sviluppo nel tentativo di raggiungere i mille miliardi di dollari entro il 2030.

Questo suggerimento permette di interpretare correttamente i dati derivanti dal trend in crescita delle rinnovabili e dalle operazioni per raggiungere gli obiettivi dell’agenda 2030, sforzi unanimemente proiettati a raggiungere il traguardo delle emissioni zero entro il 2050.

Questi investimenti devono però essere indirizzati a creare e produrre tecnologie pulite, come evidenzia l’Agenzia in una nota di sintesi del rapporto pubblicata in collaborazione con la Banca Mondiale e il World Economic Forum.

Anche l’Italia fa la sua parte nella crescita delle rinnovabili, lo confermano i dati dell’Osservatorio FER realizzato da ANIE Rinnovabili, associazione di ANIE Federazione, sulla base dei dati Gaudì di Terna.

Nello specifico bisogna osservare quanto segue.

Nel Fotovoltaico il 2021 si preannuncia un anno con tendenze a rialzo: le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di potenza sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, mentre quelle con il maggior decremento sono Liguria, Marche e Sicilia.

Nell’Eolico, attualmente solo la Calabria ha registrato un incremento del 33% rispetto all’anno passato, grazie all’attivazione di un impianto da 21 MW nella provincia di Cosenza; la diffusione territoriale, in ogni caso, si concentra nelle regioni del sud Italia.

Nell’Idroelettrico si registrano risultati poco confortanti con un decremento del 79% rispetto all’anno passato; la geo-localizzazione degli impianti sorride il nord Italia.

Va ricordo che in Italia diversi sono i documenti fissano gli obiettivi da raggiungere in tema di rinnovabili: il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, che però andrà presto aggiornato), la Strategia nazionale di lungo termine sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Nonostante gli sforzi nazionali, l’Ispra – in base agli ultimi dati disponibili – frena gli entusiasmi affermando che nel 2021 i gas serra risultano in salita dello 0,3%: conseguenza della ripresa economica o della carenza di strutture e tecnologie idonee a ridurre al minimo le emissioni?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *