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Efficientare secondo la visione della Referenza

La programmazione, pianificazione, progettazione e realizzazione di infrastrutture e servizi che permettano un minore consumo energetico garantendo il raggiungimento, se non il superamento, dello stesso risultato qualitativo attraverso un minore impiego di risorse (sempre più derivate da fonti rinnovabili) sta diventando di primaria importanza all’interno del contesto urbano.

Per fare un esempio concreto sull’importanza dell’efficientamento energetico basti pensare che un edifico in classe energetica F consuma al metro quadro 5 volte di più di un edificio in classe A. Altro esempio, un edificio in classe energetica G può consumare fino a 15 litri di combustibile, ossia €25 al metro quadro, mentre un edificio di classe A registra dei consumi tra 1 e 3 litri, il che vale a dire €3 al metro quadro.

È facile quindi comprendere che adoperarsi per l’implementazione dell’efficienza energetica porta notevoli vantaggi sia ambientali, considerando l’abbattimento delle emissioni di CO2, che economici, esaminando il derivante risparmio economico e la conseguente gestione finanziaria migliorata. Questo è vero sia nell’ottica di privati cittadini che di pubblica amministrazione, e non dobbiamo ignorare il vantaggio della maggiore competitività commerciale se prendiamo in considerazione le aziende. L’appeal derivante dall’investimento sostenuto da un’azienda in un’efficace politica di efficientamento energetico non va assolutamente sottovalutato: un’azienda che si (r)innova ed è capace di stare al passo coi tempi sarà sempre più competitiva rispetto alla concorrenza che rimane immobile, e la disponibilità economica derivata potrà essere destinata al settore Ricerca e Sviluppo dall’azienda stessa, garantendole quindi un ciclo virtuoso di innovazione, sviluppo e crescita economica.

Efficientare significa quindi analizzare, valutare, e infine elaborare e progettare una soluzione misurata alle effettive necessità dell’utente tramite un’analisi completa dei consumi energetici e un progetto adeguato del bene e della sua sostenibilità economica. Un processo complesso e articolato dal quale il Referenziamoci Group, da sempre impegnato nella progettazione di soluzioni sostenibili, proiettato nella salvaguardia dell’ambiente e nella ricerca di soluzioni su misura ed efficienti per i propri clienti, non poteva esimersi!

Con un’esperienza pluriennale nel settore, fatta di collaborazioni commerciali, seminari, sviluppo di start-up ed esperienza diretta sul campo, Referenziamoci Group è in prima linea su questo fronte, mettendo a disposizione una rete qualificata e certificata di esperti consulenti energetici coadiuvata da progettisti qualificati e professionisti del settore. Un co-working 2.0 competente e professionale, supportato dalle nostre partnership di riferimento scelte fra le più performanti del mercato, capace di migliorare sensibilmente il comfort abitativo di un edificio e di trasformare nel breve periodo una voce di costo in un trend di sicuro profitto, con interventi e soluzioni ad personam sviluppate nel pieno rispetto normativo ed etico.

 

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Giancarlo Sunda, Direttore Generale di Referenziamoci Group

Impianti fotovoltaici, solare termico, accumuli, pavimenti radianti, impianti di condizionamento, caldaie, prodotti illuminazione, relamping e tutte le soluzioni di benessere abitativo e lavorativo: sono solo alcuni degli interventi seguiti (ed eseguiti) a regola d’arte in tutte le loro fasi dai nostri consulenti, progettisti, fornitori, installatori, e dal nostro back office che supporta il cliente in tutte le fasi, dalla raccolta della documentazione, alla prevalutazione finanziaria, alla fornitura dei materiali, alla ricerca dell’impresa, all’esecuzione dei lavori, alla messa in opera, al collaudo, alle certificazioni, alla soluzione di pagamento e a quelle di finanziamento.

Soluzioni, servizi e prodotti performanti e di primissima qualità accuratamente scelti in un mercato tanto ampio quanto dispersivo e ricco di facili imprevisti e chimere sfuggenti; è proprio per evitare di incappare in un labirinto di false promesse e consulenze evanescenti che è opportuno scegliere con cura a chi affidarsi per percorrere un sentiero che potrebbe essere scivoloso se affrontato con superficialità. Affidatevi ad un team che non promette la luna, ma che offre opportunità e risultati concreti, che sa come ottimizzare ed efficientare e che fa la differenza grazie alla Referenza.

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La sfida del futuro? Ottimizzare

Ricordate le targhe alterne, le domeniche ecologiche senza auto, tutta la sequela di azioni intraprese dai comuni italiani negli anni ’80 e ’90 che avevano come obiettivo primario ridurre le emissioni delle auto e migliorare la qualità dell’aria che si respirava in città?

Non sono più gli stessi anni, ma la problematica non è cambiata, tant’è che quelle stesse azioni vengono ancora sporadicamente utilizzate nelle grandi città. Tutto sommato è piacevole riappropriarsi degli spazi urbani, che avviene anche grazie ad una crescita costante delle piste ciclabili, delle ZTL, delle aree pedonabili, e più in generale di un modo di vivere la città più consapevole. Eppure queste non possono non essere considerate azioni-tampone, efficaci quanto dei palliativi, a fronte di una più intelligente fruizione dei servizi e delle strutture cittadine, e di una riorganizzazione in chiave green dei nostri spazi urbani.

Così, se ieri si aspettava che il vento portasse via le polveri sottili, si rimaneva in coda alle poste per ore e ore ad attendere il proprio turno, o se ci si dimenticava di spegnere la luce del vialetto di casa (perché proprio a tutto non si riesce a pensare), oggi, con i progressi della tecnologia e una maggiore coscienza ecologica, guidiamo auto ibride che si spengono e si riaccendono in maniera autonoma ad un semaforo, accumuliamo l’energia solare dai nostri tetti, controlliamo e facciamo operazioni sul nostro conto corrente da uno smartphone e accendiamo da remoto il climatizzatore di casa mentre siamo in riva al mare a goderci il tramonto.

ottimizzare risorse

 

In poche parole, oggi, il nostro approccio alla vita di tutti i giorni è divenuto gradualmente proattivo, interattivo e soprattutto propedeutico al miglioramento del comfort abitativo ed urbano, e della qualità dei servizi e della loro sostenibilità, progettando e vivendo smart cities. Facciamo entrare sempre più nelle nostre case sistemi integrati di domotica e connessioni ultra veloci,  con l’obiettivo di sviluppare un’economia circolare e sostenibile, di ottimizzare risorse e strumenti quotidiani.

Oggi, a differenza di 30 anni fa, abbiamo la fortuna di poter attuare l’Efficientamento Energetico, ovvero un insieme di operazioni, riguardanti gli edifici, e non solo, attuate in modo organico nell’ottica di contenere i consumi energetici, migliorare la nostra qualità di vita, e ottimizzare il rapporto esistente tra fabbisogno energetico e livello di emissioni di CO2.

Una scelta doverosa e redditizia in termini ambientali ed economici, ma allo stesso tempo un lavoro impegnativo ed incessante sul piano operativo, che sta portando e porterà risultati concreti e tangibili di riconversione e riqualificazione urbana-abitativa. In alcuni casi queste conversioni sono già da ora evidenti, ma il fatto stesso che si notino ancora come cattedrali nel deserto indica come non siano ancora sufficientemente diffuse e forse ancora non pienamente qualitativamente soddisfacenti.

Una sfida per il futuro che è già presente e che porterà a pensare, ad amplificare e a moltiplicare i nostri sforzi e le nostre azioni in funzione di quel che oggi è utile ma non deve essere statico, ma bensì dinamico.

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Referenziamoci Group si rinnova

“Abbiamo bisogno di cooperazione fra le persone, di leader disposti a fare scelte e a portare avanti valori che mettano in discussione il vecchio modo di intendere il business.” – Simon Sinek

Queste parole all’apparenza possono sembrare semplici, scontate, anche un po’ trite, ma invece vanno lette con attenzione per essere assimilate fino in fondo. L’idea di innovare il concetto di business così come lo conosciamo, in un’ottica di cooperazione continua fra gli attori, rimettendo tutto in gioco, in primis, partendo da sé stessi, non è un concetto scontato, tantomeno compreso o ben accetto. I difensori del “si è sempre fatto così”, i curatori del proprio cortiletto sono sempre dietro l’angolo e pronti a tutto per difendere un modus operandi che ad oggi, se non decadente, risulta certamente costruito su dei dogmi ormai superati.

La citazione sopra riportata di Sinek, autore, saggista e motivatore di fama internazionale, rappresenta esattamente il senso e il significato del pensiero, di circa 10 anni fa, del nostro fondatore Giancarlo Sunda che si è poi tramutato in una concreta realtà, chiamata Referenziamoci Group.

Un nome rappresentativo, identificativo, scelto non in modo casuale, che racchiude il nostro concetto di business e quello dei valori che ci contraddistinguono da sempre: collaborazione, leadership, innovazione, trasformazione.

Referenziamoci Group è un brand differente e solidale, inserito in un mercato veloce e vorace sempre più orientato solo ai numeri, nel quale le grandi compagnie si uniformano tra loro e perdono di vista il contatto umano. Referenziamoci Group si distingue puntando ad un approccio professionale e contemporaneamente affabile, che sappia andare oltre la mera contrattualizzazione del cliente per arrivare ad un’intesa a 360° di quelle che sono le sue esigenze e aspettative.

La nostra mission è fornire un servizio di eccellenza attraverso una rete commerciale ben inserita nel territorio, che operi direttamente con aziende fornitrici verificate attraverso prodotti di qualità certificata.

Una collaborazione diretta agenti-fornitori che mette al centro del suo operato la gestione totale del cliente e non solo la sua acquisizione. Una collaborazione che mira a superare le lentezze operative e burocratiche, quasi sempre, la causa principale di malcontenti e incomprensioni, dovute ad un più classico (e ormai superato?) rapporto subordinato tra fornitore-agenzia-agente-cliente come fonte di ritardi ed imprevisti di varia natura.

Noi non vogliamo essere “il fornitore”, vogliamo essere i vostri buyer e la vostra forza di acquisto, il vostro riferimento commerciale e la vostra sicurezza. Sappiamo di poterlo essere perché diamo pieno valore ad una relazione commerciale stabile e duratura, fondata su due pilastri dei rapporti commerciali fondamentali: feedback diretti e promesse mantenute. Vogliamo dare seguito all’idea di “referenza circolare” e sostenibile in campo di Green Economy, Efficientamento Energetico, Mobilità Elettrica, Telecomunicazioni e Domotica, Consulenze aziendali, Soluzioni finanziarie, Service Caring.

squadra referenziamoci

Grazie ai nostri consulenti, ad una folta schiera di professionisti del settore e a tutti i componenti del nostro gruppo, operiamo in diversi settori nell’ambito dei servizi sia per aziende che per privati. Elaboriamo analisi complete dei consumi energetici, delle telecomunicazioni e della sostenibilità economica dell’utente. Sviluppiamo piani d’intervento commisurati alle effettive necessità, offriamo soluzioni mirate e oculate, capaci di migliorare sensibilmente il comfort abitativo e lo standard qualitativo di vita. Inoltre, ci (pre)occupiamo che tutto questo venga eseguito nel migliore dei modi con una costante attività di Caring Service.

In ultimo, ma non ultimo per importanza, operiamo un’azione mirata e costante sia di Recruiting, Formazione e Aggiornamento di tutta la nostra Rete Vendita, che dia Sensibilizzazione e Informazione nell’ambito dell’Eco Sostenibilità. Questo grazie alle nostre stesse fidelizzazioni, o “referenze”, ma anche attraverso corsi formativi, affiancamenti e partecipazioni ad eventi e seminari di settore. Il tutto, applicando in concreto il nostro principio fondante della “referenza circolare” e sostenibile.

Referenziamoci Group è questo e molto altro. Ricordiamoci che il futuro è appena iniziato e che, magari, domani avremo altri sevizi da offrirvi! Noi non ci poniamo limiti e aspettiamo solo di poter continuare a rendervi partecipi di tutto questo. Citando nuovamente Sinek, Dare una referenza è un atto generoso e di estrema fiducia”, perché le persone non comprano ciò che fai, ma comprano il perché lo fai, e Referenziamoci Group è una realtà fondata su dei valori e una visione del futuro che vogliamo realizzare insieme giorno dopo giorno.

Il futuro è adesso.

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Come ottenere il Superbonus 110?

Nei precedenti articoli, abbiamo detto che il Superbonus consiste in una detrazione dall’imposta fino al 110% (a seconda degli interventi eseguiti) del costo dei lavori sostenuti per il miglioramento della classe energetica della propria abitazione. Questa detrazione (che avviene in 5 anni) non è immediata né automatica, infatti è necessaria la produzione di diversi documenti, per i quali è possibile affidarsi a professionisti.

La detrazione del Superbonus 110% potrà avvenire principalmente in tre diversi modi:

  1. contributo, sotto forma di sconto in fattura sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati”;
  2. cessione di un credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante, ad altri soggetti”, come ad esempio:
    • i fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione dell’intervento;
    • persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, società e enti;
    • istituti di credito e intermediari finanziari – in questo caso, specie da parte delle banche, è attualmente attiva una duplice offerta: da un lato, c’è la “sola” cessione del credito d’imposta, dall’altro lato invece la cessione (parziale) del credito d’imposta è affiancato da un prestito vero e proprio. Attenzione: la cessione del credito prevede un ulteriore pagamento alla banca o all’istituto di credito; insomma, loro ti restituiscono l’incentivo subito anziché in 5 anni, ma una parte è trattenuta. Questa possibilità è utile se si prevedono altre spese in futuro ed è preferibile recuperare il prima possibile il denaro investito, oppure se si percepiscono esclusivamente redditi a tassazione separata, come la cedolare secca, e non si ha quindi la possibilità di recuperare le detrazioni dall’Irpef.
  3. Compensazione tramite il modello F24 – i crediti di imposta che per qualche motivo non possono essere ulteriormente ceduti possono essere utilizzati in compensazione tramite il modello F24.

consulenza superbonus 110

Vediamo più in dettaglio l’elenco dei documenti che servono per richiedere il Superbonus: si tratta di quasi 40 documenti, le cui spese sono anch’esse incluse nel bonus, quindi niente panico! Come già detto, molte figure professionali possono e devono legalmente aiutarvi nella produzione dei documenti. Vi riportiamo, ora, i principali da presentare in diverse fasi.

inizio lavori servono:

  • autodichiarazione del cliente che attesti di eventuali precedenti bonus casa usufruiti negli ultimi 10 anni;
  • visura catastale;
  • Ape stato iniziale;
  • analisi preventiva e fattibilità;
  • relazione tecnica rif. L. 10/1991;
  • dichiarazione di conformità edilizia e urbanistica;
  • preventivi e/o computi metrici;
  • certificazioni serramenti nuovi;
  • schede tecniche materiali acquistati e dichiarazione di corretta posa in opera.

Quando il SAL (lo stato di avanzamento dei lavori) sarà arrivato almeno al 30%, sarà il turno di:

  • comunicazione inizio lavori;
  • preventivi e/o computi metrici;
  • fatture SAL e computi metrici quantità realizzate;
  • asseverazione modulo allegato 2 comma 13 dell’articolo;
  • scheda descrittiva dell’intervento;
  • ricevuta informatica con il codice identificativo della domanda.

fine lavori, bisognerà avere:

  • dichiarazione di fine lavori;
  • Ape stato finale;
  • fatture e computi metrici quantità realizzate;
  • asseverazione modulo allegato 1 comma 13 articolo 119 Dl 34/20;
  • SCA – segnalazione certificata di agibilità;
  • ricevuta informatica con il codice identificativo della domanda.

Quindi, la maggior parte della documentazione richiesta per avere accesso al Superbonus è costituita da documenti di progetto e di cantiere, che di conseguenza sono a carico del progettista o del direttore dei lavori.

Ovviamente, il lavoro documentale e operativo non sarà di facile attuazione, ma ciò consentirà di destinare l’agevolazione agli effettivi aventi diritto e di operare nel pieno rispetto della normativa stessa. Proprio per questo è fondamentale non lanciarsi nel fai da te, ma affidarsi ad un team composto da professionisti qualificati, che sia in grado di farsi carico in maniera celere ed oculata di tutta l’operatività necessaria.

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A chi spetta la detrazione del Superbonus 110%?

Abbiamo visto negli articoli precedenti i vantaggi economici ed ecologici conseguenti alla sottoscrizione del Superbonus 110%, per poi esaminare approfonditamente di cosa si tratta esattamente dal punto di vista tecnico. Ora è il momento di capire quali sono i soggetti a cui si rivolge il Superbonus 110%; insomma, chi lo può richiedere.

Anzitutto occorre precisare che non è necessario essere i proprietari diretti dell’edificio oggetto dell’intervento: infatti hanno titolo legittimo a beneficiare dell’agevolazione fiscale anche i soggetti che sono titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso e abitazione), i nudi proprietari, i detentori con contratto di locazione o comodato regolarmente registrato, purché muniti del consenso all’esecuzione dei lavori da parte sia del proprietario che dei familiari del possessore o detentore.

Potranno pertanto usufruire del Superbonus:

  • i condomini;
  • le persone fisiche al di fuori dell’attività imprenditoriale o professionale, senza limiti riguardanti la tipologia dell’immobile;
  • istituti autonomi per le case popolari (IACP);
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS);
  • le organizzazioni di volontariato;
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente però ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Per quanto riguarda professionisti e imprese: qualora in un condominio siano presenti unità immobiliari appartenenti ad una delle seguenti categorie catastali:

  • A/10, ovvero uffici e studi privati;
  • C/, ovvero negozi e botteghe;
  • D/10, ovvero fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole.

detrazione superbonus

Tutti i soggetti  sopra elencati sono considerati a tutti gli effetti beneficiari idonei, e potranno pertanto usufruire dell’agevolazione del 110%.

I requisiti dei lavori ammissibili sono stati analizzati nel precedente articolo; vediamo adesso fisicamente quali parti di quali edifici possono essere oggetto dei lavori stessi.

  • parti comuni di edifici (ad esempio, la facciata di un condominio);
  • unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno (c.d. villette a schiera);
  • singole unità immobiliari;
  • edifici con codice catastale A/9, ovvero castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, a condizione che siano aperti al pubblico.

Infine, ci sono 2 importanti punti che vale la pena evidenziare; il primo (e più importante, oltre che auspicato) è che non sussiste più la distinzione tra prima e seconda casa, che invece era rinvenibile nell’ambito del testo originario del decreto legge. Pertanto, anche le seconde case possono eseguire i lavori rientranti nel Superbonus, ovviamente rispettando le stesse clausole. Sono invece espressamente esclusi dal beneficio gli interventi eseguiti su unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1 (ovvero le abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (fatto escluso laddove sia presente la condizione di apertura al pubblico).

Nel prossimo articolo vedremo come si può richiedere la detrazione, se direttamente in prima persona o cedendo il credito. A presto!

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Cos’è esattamente il Superbonus e come si può usufruirne?

Il Superbonus è un maxi-sconto, previsto dal Decreto Rilancio, sui lavori di ristrutturazione (eseguiti dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021) che modificano i propri consumi e rendono la casa più ecologica e più sicura. Si parla, ad esempio, di interventi antisismici o il rifacimento del tetto (il cui intervento principale è il “cappotto termico”). Il Superbonus avviene sotto forma di detrazione fiscale, ovvero di riduzione delle imposte, che non viene detratto in un’unica soluzione ma spalmato sulle imposte di 5 anni, e in particolare sulla cifra dei lavori per l’efficientamento energetico che devono essere accaduti eseguiti dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Effettuare queste tipologie di interventi nella propria abitazione, come lavori di miglioramento dell’impianto termico, di climatizzazione e di isolamento, permette di beneficiare sia a livello ecologico, per il nostro pianeta, che economico sul lungo termine!

Quindi, la lista degli interventi che danno diritto alla detrazione con aliquota (ovvero la percentuale del reddito, del patrimonio o del valore imponibile, in base alla quale si determina l’imposta dovuta) al 110% è suddivisa tra “trainanti”, che costituiscono la condizione necessaria per poter effettuare, in aggiunta, un’altra serie di lavori elettivi, i cosiddetti interventi “trainati”.

Si tratta di interventi in ogni caso energeticamente molto interessanti, quali ad esempio:

  • l’installazione di pannelli solari e di sistemi di accumulo integrati;
  • l’installazione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche;
  • la sostituzione degli infissi esterni.

Attenzione però: non è sufficiente effettuare questi interventi per avere diritto al maxi-sconto!

Ci sono 2 presupposti fondamentali per poter accedere al Superbonus 110%:

  • i lavori devono necessariamente portare l’edificio ad ottenere un miglioramento di almeno2 classi energetiche, ad esempio da classe B a classe A2 o superiore, o da classe F a classe D o superiore. Nel caso questo non fosse possibile, ad esempio perché la classe energetica è già molto alta e non esistono materialmente 2 classi superiori (unico caso: edificio in classe A3 che può migliorare solo fino ad A4, che è la classe più alta e rappresenta un “edificio a energia quasi zero”), in quel caso specifico è sufficiente il raggiungimento della classe energetica più alta. Questo miglioramento dovrà essere espressamente dimostrata mediante l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) rilasciato da un tecnico in due fasi, pre e post intervento, in cui sia evidente il passaggio di due classi rispetto all’APE redatto prima dell’intervento;
  • per quanto concerne gli interventi di isolamento termico delle superfici è previsto per i materiali isolanti utilizzati il rispetto dei criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’11 ottobre 2017, di cui riportiamo qualche esempio a titolo esemplificativo:
  • non devono essere prodotti utilizzando ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibizioni previste da normative nazionali o comunitarie;
  • non devono essere prodotti con agenti espandenti con un potenziale di riduzione dell’ozono superiore a zero;
  • non devono essere prodotti o formulati utilizzando catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel corso della formazione della schiuma di plastica;
  • se prodotti da una resina di polistirene espandibile gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6% del peso del prodotto finito

Tutto questo dal punto di vista tecnico dei lavori; ma in concreto, come avviene la detrazione, e a chi spetta?

La risposta a questa domanda nel prossimo post!

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SuperBonus 110%: risparmio economico ed ecologico

Di cosa si compone il Superbonus 110% ormai è materia conosciuta: in poche parole si potrà detrarre dalle tasse (in 5 anni) il 110% del costo sostenuto per migliorare la classe energetica della propria abitazione, rendendola in questo modo più efficiente, sicura e moderna. Quindi si andrà a detrarre tutta la cifra spesa più un ulteriore 10%, e qualora si optasse per trasformare la detrazione fiscale in credito d’imposta cedibile a terzi (ad esempio ad una banca, la quale si occuperà dei pagamenti) non sarà necessario nemmeno l’investimento iniziale.

È sicuramente un incentivo importante, che renderà possibile molti lavori sulle abitazioni spesso trascurati o sui quali non è stato possibile trovare un compromesso tra le parti – pensiamo ad esempio un cappotto per un condominio. Chiaramente, ci sono condizioni a cui bisogna sottostare e nel caso in cui si decida di agire in prima persona la presentazione dei documenti può risultare lunga e complessa, nessuna paura! Il commercialista o il CAF sono pronti ad aiutarvi. Ne parleremo anche nei prossimi post!

L’aspetto economico è sicuramente il principale incentivo per chi dovesse decidere di usufruire del bonus – soprattutto in questo periodo di incertezze e ristrettezze economiche dovute al Covid-19. Eppure, un altro aspetto non trascurabile degli interventi permessi dal bonus, è quello ecologico.

Infatti, ormai, sappiamo di dover operare con coscienza ecologica nelle nostre scelte quotidiane. Dalla raccolta differenziata all’utilizzo di lampadine led, optare per l’opzione più ecologica in alcuni casi è obbligatorio, in altri, una scelta convinta e soddisfacente, avendo la certezza di fare qualcosa di buono per l’ambiente, per noi, i nostri figli e le generazioni future. Se è vero che una sola scelta green è come una goccia nel mare, è altrettanto vero che il mare è fatto di gocce, pertanto più persone opteranno verso una svolta green, più benefici ne otterremo tutti nel lungo termine.

Il Superbonus permette proprio questo: l’opportunità ad una fetta sempre maggiore della nostra popolazione di poter optare per interventi di edilizia massiva obbligando la sottoscrizione di determinati parametri ecologici. Come spiegato nel precedente articolo, primo tra tutti il miglioramento della classe energetica dell’edificio di due classi superiori, che permette efficienza ecologica dell’edificio, con il conseguente risparmio in termini economici ed energetici.

Secondo recenti studi, in Europa, circa il 40% dell’energia totale viene utilizzata ad uso residenziale e nel settore terziario. Per abbassare quindi i livelli di emissioni di CO2, l’unico modo plausibile (o più alla portata di mano) è appunto quello di apportare un miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Ormai per aziende e privati optare verso scelte green, sta diventando sempre più fondamentale e quasi una scelta automatica. Non solo per un risvolto economico nel lungo termine, ma anche per far del bene al nostro pianeta.

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